Tuttavia, M31 diventa tutt’altro che facile se invece si vogliono evidenziare i dettagli e le strutture più fine di cui è ricca come ad esempio le zone più evanescenti del suo alone impreziosite dalle nubi di idrogeno molecolare e da molte stelle azzurre oppore le bande di polveri che circondano il nucleo. La difficoltà maggiore che si incontra sia nella ripresa che nell’elaborazione sta nella grande differenza di luminosità che c’è tra nucleo e periferia che obbliga a sfruttare al massimo la dinamica dei FITs che si riprendono.
Già da diverso tempo, Francesco elabora molte delle immagini riprese alla Cupola 2 del Brallo in ambiente HDR (ci sono dei suoi post-tutorials nel forum). Le motivazioni sono molteplici ma senz’altro posso dire che i suoi metodi permettono di bilanciare molto e linearizzare la luminosità su soggetti a grande dinamica come ad edempio proprio M31. Non ho molta pratica dei suoi metodi, ma oramai sono abituato alla loro grande efficacia che permette di ottenere immagini – molte di esse inserite in questo forum - con contenuti spettacolari sia in termini di dettaglio che di colore.
Così, mentre stavamo riprendendo altri soggetti, nelle fasi di attesa, abbiamo pensato di provare a fare una raccolta veloce di FITs su M31 con diversi tempi di esposizione per poter creare una base adatta all’HDR e fare un test preliminare di preparazione per una ripresa più seria. Non mi aspettavo, quindi, che con soli 60:10:10:10 minuti di L:R:G:B si potesse ottenere un’immagine di questo livello. I 180 minuti in Ha che vengono citati nei tempi di integrazione, sono serviti solamente ed esclusivamente per evidenziare i noduli dell’alone ricchi di idrogeno, ma non hanno dato nessun contributo a tutto il resto dell’immagine.
Personalmente ci ho messo un po’ a crederci ma poi mi sono arreso all’evidenza...con buona pace di tutte le mie convinzioni sull’integrazione lunga la quale, pur rimanendo valida in generale, su soggetti idonei e sotto un buon cielo, evidentemente non è strettamente necessaria per ottenere un’immagine in luce naturale di qualità e questa M31 ne è una prova (i 10 minuti per colore sono davvero il minimo possibile). Devo ammettere che abbiamo avuto diverse discussioni con Francesco su questo argomento e alla fine ho concordato con lui che avendo a disposizione buoni FITs, anche con pochissimo a disposizione, l’elaborazione fa la differenza.
Un commento a parte lo merita la zona interna della galassia e il suo nucleo. L’elaborazione in ambiente HDR e il corretto set di FITs, ciascuno con i suoi tempi di ripresa opportunamente dosati per HDR, hanno permesso a Francesco di ottenere una risoluzione della zona centrale e del nucleo - è diventato praticamente puntiforme - che francamente non avevo mai visto prima e della quale al momento non ho trovato ancora paragoni. Questa peculiarità dell’immagine è stata resa possibile dall’HDR che ha permesso di domare e linearizzare l’enorme gradiente di luminosità della zona centrale e del nucleo. Così facendo sono anche emerse, a sorpresa, bande di polveri fino a ridosso del nucleo che di solito sono mascherate dalla “palla” luminosa centrale della galassia.
E’ interessante notare infatti come il nucleo di M31 non sia più una indefinita ed estesa zona molto luminosa ma priva di dettaglio, bensì una zona strutturata con diverse formazioni di polveri. Tra l’altro, una cosa da notare, è che in questa elaborazione le bande di polveri non sembrano staccate dalla galassia, bensì parte integrante di essa come è giusto che sia. Molto spesso il tentativo di far risaltare le polveri nella zona centrale, porta a “staccarle” troppo dalla galassia rendendole innaturali come se fossero una seconda immagine sovrapposta (nel web ci sono diversi esempi di questo effetto).
L'immagine a piena risoluzione è disponibile al link:
http://www.astrobrallo.com/gallery/inde ... za-scritta
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Partendo da questa immagine mi sono divertito un po’ a cercare di evidenziare alcuni dei dettagli più centrali della galassia. Va detto che nell’immagine completa, per esigenze di bilanciamento delle varie zone luminose e di colore tra l’alone e il nucleo, le polveri centrali sono state sì evidenziate ma senza esagerazione. Invece, dopo aver croppato il centro e aver cambiato lo stretching in modo da esaltare i chiaro-scuri, ne è scaturita una bella sorpresa: due formazioni di polveri vicinissime al nucleo (qualche decina di arcsec) delle quali sono riuscito a trovare un riferimento in una foto fatta con la WFC3 del Hubble Space Telescope. Ho fatto un piccolo quadro cercando di imitare la composizione zoom fatta dal team di Hubble per confronto.
Ovviamente con le dovute proporzioni, per un 14” terrestre non è poi così male.
Tra l'altro, quest'immagine dell'HST è stata fatta per cercare stelle cosiddette "ultra blu" vicine al nucleo di M31. Per chi fosse interessato all'articolo può trovarlo al link:
http://hubblesite.org/newscenter/archiv ... 3/image/d/
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